{"id":172,"date":"2026-07-03T14:41:28","date_gmt":"2026-07-03T14:41:28","guid":{"rendered":"https:\/\/valentinoriscio.it\/?page_id=172"},"modified":"2026-07-03T15:00:36","modified_gmt":"2026-07-03T15:00:36","slug":"esplora-il-parco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/valentinoriscio.it\/en\/esplora-il-parco\/","title":{"rendered":"Esplora il Parco"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Il <strong>Parco del Valentino<\/strong> nasce nel 1633 come giardino privato della vicina residenza sabauda. Nel corso dell&#8217;Ottocento si trasforma nel <strong>primo parco pubblico cittadino<\/strong> di Torino, diventando il cuore verde e il simbolo del tempo libero della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Le tappe principali dello sviluppo di questa area verde di Torino includono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list ext-animate--on\">\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>La trasformazione in parco pubblico (1851-1858):<\/strong> Su impulso dell&#8217;architetto Carlo Promis e su progetto del paesaggista <strong>Jean-Baptiste Kettmann<\/strong>, l&#8217;area viene ridisegnata e ufficialmente inaugurata nel 1858. Pochi anni dopo, il progettista francese Barillet-Deschamps introduce viali sinuosi, boschetti e vallette artificiali secondo la moda del <strong>giardino all&#8217;inglese<\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>L&#8217;epoca delle Grandi Esposizioni:<\/strong> Dalla met\u00e0 del XIX secolo il parco diventa la vetrina ufficiale dei grandi eventi internazionali.\n<ul class=\"wp-block-list ext-animate--on\">\n<li class=\"ext-animate--on\">Nel <strong>1884<\/strong>, per l&#8217;Esposizione Generale Italiana, l&#8217;architetto Alfredo d&#8217;Andrade realizza il celebre <strong>Borgo Medievale<\/strong>, una fedele ricostruzione di un villaggio quattrocentesco piemontese nata come struttura temporanea e poi preservata nel tempo.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\">Nel <strong>1898<\/strong>, per l&#8217;Esposizione Nazionale, viene costruita la monumentale <strong>Fontana dei Dodici Mesi<\/strong>, progettata da Carlo Ceppi in stile liberty.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Il Novecento e Torino Esposizioni:<\/strong> Tra il 1936 e il 1950 l&#8217;area si arricchisce del Palazzo della Moda, in seguito trasformato nel complesso fieristico di <strong>Torino Esposizioni<\/strong>. Nel 1961, per le celebrazioni di &#8220;Italia &#8217;61&#8221;, viene aggiunto il suggestivo <strong>Giardino Roccioso<\/strong> con i suoi piccoli corsi d&#8217;acqua e ponticelli.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Oggi l&#8217;intero asse del parco \u00e8 oggetto di una profonda <strong>opera di riqualificazione urbana<\/strong> legata al piano Torino Cambia, focalizzata sul restauro di Torino Esposizioni, del Borgo Medievale e sul ripristino della navigabilit\u00e0 turistica del fiume Po.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large ext-animate--on\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/castello-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-110\" srcset=\"https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/castello-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/castello-300x200.jpg 300w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/castello-768x513.jpg 768w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/castello-18x12.jpg 18w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/castello.jpg 1504w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons ext-animate--on is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button\" href=\"https:\/\/maps.app.goo.gl\/6EUJKNqYYtvMYijV7\">Clicca per scoprire il percorso<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Il <strong>Castello del Valentino<\/strong> \u00e8 un&#8217;antica residenza sabauda situata nell&#8217;omonimo parco di Torino, sulle rive del fiume Po. Patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0 <strong>UNESCO<\/strong>, \u00e8 celebre per la sua facciata in stile francese e per essere oggi la sede storica del <strong>Politecnico di Torino<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Le tappe fondamentali della sua storia includono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list ext-animate--on\">\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Origini (XVI secolo):<\/strong> Acquistato nel 1564 da <strong>Emanuele Filiberto di Savoia<\/strong>, il castello deve il suo nome al termine &#8220;Vallantinum&#8221;, legato alla conformazione della zona. Nacque come villa fluviale.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>L&#8217;epoca d&#8217;oro (XVII secolo):<\/strong> Il duca <strong>Carlo Emanuele I<\/strong> avvi\u00f2 gli ampliamenti, ma l&#8217;aspetto attuale si deve soprattutto a <strong>Cristina di Francia<\/strong>. Dal 1620, la &#8220;Madama Reale&#8221; lo trasform\u00f2 in una fastosa residenza di rappresentanza in stile transalpino, arricchendo gli interni con gli elaborati stucchi tuttora visibili.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Declino e rinascita (XIX secolo):<\/strong> Dopo essere stato utilizzato come caserma e giardino botanico, nel 1859 il castello fu scelto come sede della prima <strong>Scuola di Applicazione per gli Ingegneri<\/strong>, nucleo originario dell&#8217;attuale Politecnico. <strong>Cristina di Francia<\/strong>, nota come la prima <strong>Madama Reale<\/strong>, \u00e8 stata una delle figure pi\u00f9 carismatiche, determinate e chiacchierate della storia di Torino.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\">Ecco le principali curiosit\u00e0 e leggende legate alla sua vita:<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>\ud83d\udc51<\/strong><strong> Il soprannome e le origini regali<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Sangue reale:<\/strong> Era la figlia di <strong>Enrico IV di Francia<\/strong> e di Maria de&#8217; Medici, nonch\u00e9 sorella di Luigi XIII.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Madama Reale:<\/strong> Introdusse questo titolo a Torino per rimarcare la sua superiorit\u00e0 e le sue origini regali francesi rispetto alla corte sabauda.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>\u2694\ufe0f<\/strong><strong> Una reggente di ferro<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>La guerra civile:<\/strong> Alla morte del marito Vittorio Amedeo I, difese il trono del figlio neonato con le unghie e con i denti. Combatt\u00e9 una dura guerra civile contro i cognati (filo-spagnoli), alleandosi con la Francia e mantenendo l&#8217;indipendenza del ducato.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Spionaggio di Stato:<\/strong> Si dice che avesse una fitta rete di informatori e che amasse controllare personalmente la corrispondenza dei nobili torinesi per prevenire congiure.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>\ud83c\udfad<\/strong><strong> Feste sfarzose e la leggenda degli amanti<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Moda parigina:<\/strong> Trasform\u00f2 la corte di Torino introducendo il lusso, le feste mascherate, il teatro e la moda della corte di Parigi.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>La leggenda del Valentino:<\/strong> Una celebre leggenda popolare (priva di fondamento storico) narra che Cristina avesse numerosi amanti segreti nel Castello del Valentino. Si raccontava che, per nascondere i tradimenti, li facesse gettare in un pozzo nei sotterranei che sfociava direttamente nel fiume Po.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Il favorito:<\/strong> Ebbe comunque un legame storico e strettissimo con il conte <strong>Filippo d&#8217;Agli\u00e8<\/strong>, colto letterato e militare, che fu il suo consigliere pi\u00f9 fidato (e probabile amante).<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>\ud83c\udfdb\ufe0f<\/strong><strong> L&#8217;impronta sulla citt\u00e0<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Urbanistica:<\/strong> Fu lei a completare la prima grande espansione di Torino verso sud, l&#8217;attuale <strong>Via Roma<\/strong> (allora Via Nuova), e a volere la costruzione di Piazza San Carlo (allora Piazza Reale).<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Conversione finale:<\/strong> Negli ultimi anni di vita si avvicin\u00f2 molto alla religione. Scelse di essere sepolta scalza e vestita con l&#8217;abito delle suore Carmelitane Scalze nella Chiesa di Santa Cristina in Piazza San Carlo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large ext-animate--on\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/borgo-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-175\" srcset=\"https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/borgo-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/borgo-300x200.jpg 300w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/borgo-768x513.jpg 768w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/borgo-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/borgo-18x12.jpg 18w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/borgo.jpg 1804w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons ext-animate--on is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/maps.app.goo.gl\/Keq9H8hUqihKKrXf6\">Clicca per scoprire il percorso<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Il <strong>Borgo Medievale<\/strong> di Torino \u00e8 un&#8217;affascinante replica a grandezza naturale di un villaggio feudale del XV secolo. Pur sembrando autentico, \u00e8 in realt\u00e0 un gioiello dell&#8217;<strong>architettura ottocentesca<\/strong>, costruito in occasione dell&#8217;Esposizione Generale Italiana del 1884.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\"><strong>Storia e Origine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Il Borgo nacque da un&#8217;idea di un gruppo di intellettuali e architetti dell&#8217;Ottocento, coordinati dal portoghese <strong>Alfredo d&#8217;Andrade<\/strong>. Inizialmente concepito come un padiglione temporaneo destinato alla demolizione, riscosse un successo tale da spingere il Comune a preservarlo come <strong>museo a cielo aperto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">\uf0b7&nbsp; <strong>Il Villaggio:<\/strong> Una serie di case, botteghe artigiane, tettoie e fontane che riproducono fedelmente oltre 40 edifici reali del Piemonte e della Valle d&#8217;Aosta. Tra i dettagli pi\u00f9 famosi spicca la <em>Fontana del Melograno<\/em>, copia esatta di quella del Castello di Issogne.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">\uf0b7&nbsp; <strong>La Rocca:<\/strong> Il castello fortificato che domina il borgo. Gli interni riproducono fedelmente una dimora signorile dell&#8217;epoca, completa di stanze d&#8217;armi, cucine regali, la sala del trono e una cappella affrescata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large ext-animate--on\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/fontana-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-176\" srcset=\"https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/fontana-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/fontana-300x200.jpg 300w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/fontana-768x513.jpg 768w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/fontana-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/fontana-18x12.jpg 18w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/fontana.jpg 1804w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons ext-animate--on is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/maps.app.goo.gl\/1nibWVHM2RzHQEZB7\">Clicca per scoprire il percorso<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">La <strong>Fontana dei Dodici Mesi<\/strong> (o <em>Fontana dei Mesi<\/em>) \u00e8 un imponente monumento liberty e rococ\u00f2 situato nella zona meridionale del Parco del Valentino a Torino. \u00c8 l&#8217;unica struttura architettonica rimasta intatta tra quelle edificate per la grande <strong>Esposizione Generale Italiana del 1898<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">L&#8217;intera struttura si inserisce magnificamente nella pendenza naturale del terreno che scende verso il fiume Po, creando una coreografica e spumeggiante cascata che si riversa in una monumentale vasca ovale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">La fontana si distingue per una ricca composizione allegorica realizzata da diversi scultori dell&#8217;epoca:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\"><strong>I 4 fiumi di Torino:<\/strong> Sulla terrazza superiore si trovano quattro grandi complessi statuari che personificano i fiumi e i torrenti che bagnano la citt\u00e0: il <strong>Po<\/strong>, la <strong>Dora Riparia<\/strong>, lo <strong>Stura<\/strong> e il <strong>Sangone<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list ext-animate--on\">\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>I 12 mesi dell&#8217;anno:<\/strong> Lungo l&#8217;elegante balaustra che circonda la vasca sono collocate dodici statue femminili, ognuna delle quali rappresenta un mese dell&#8217;anno (disposte in ordine cronologico da sinistra a destra, partendo da gennaio).<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\"><strong>Tra mito e leggende popolari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list ext-animate--on\">\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>La caduta di Fetonte:<\/strong> Secondo una suggestiva leggenda locale, la fontana sorge esattamente nel punto in cui <strong>Fetonte<\/strong> (figlio del dio Sole) cadde e anneg\u00f2 nel Po dopo aver perso il controllo del carro paterno, molto prima che i Romani fondassero <em>Augusta Taurinorum<\/em>. [<a href=\"https:\/\/www.guidatorino.com\/la-fontana-dei-dodici-mesi-di-torino\/\">1<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Il volto di Karl Marx:<\/strong> Una curiosit\u00e0 goliardica e misteriosa avvolge la statua che personifica il fiume Po: molti visitatori ed esperti notano che i tratti del viso e la folta barba del vecchio barbuto ricordano in modo impressionante le sembianze del filosofo <strong>Karl Marx<\/strong>, alimentando storie e aneddoti mai del tutto confermati.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large ext-animate--on\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/panchina-gatto-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-178\" srcset=\"https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/panchina-gatto-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/panchina-gatto-300x200.jpg 300w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/panchina-gatto-768x512.jpg 768w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/panchina-gatto-18x12.jpg 18w, https:\/\/valentinoriscio.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/panchina-gatto.jpg 1334w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons ext-animate--on is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/maps.app.goo.gl\/qq5tCGViDyU6yJvX8\">Clicca per scoprire il percorso<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Il <strong>Giardino Roccioso<\/strong> \u00e8 un&#8217;incantevole oasi verde nascosta nel cuore del Parco del Valentino, famosa per i suoi percorsi romantici, i piccoli corsi d&#8217;acqua e le installazioni artistiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\"><strong>Storia e Origine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Il giardino venne progettato dal paesaggista comunale Giuseppe Ratti in occasione dell&#8217;esposizione internazionale <strong>&#8220;Flor 61&#8221;<\/strong>, organizzata per celebrare il centenario dell&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia nel <strong>1961<\/strong>. Esteso su circa 12.000 metri quadrati, nacque con l&#8217;idea di ricreare un ambiente montano e collinare in riva al Po, valorizzando la biodiversit\u00e0 floristica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\"><strong>Cosa vedere nel Giardino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">L&#8217;area \u00e8 densa di elementi caratteristici e scorci suggestivi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list ext-animate--on\">\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>La flora e i corsi d&#8217;acqua:<\/strong> Il parco ospita oltre 200 specie di piante esotiche, arbusti, aiuole fiorite e alberi secolari, attraversati da ruscelli, cascate artificiali e ponticelli di legno.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>I lampioni innamorati:<\/strong> \u00c8 l&#8217;opera d&#8217;arte pi\u00f9 celebre del giardino, creata dall&#8217;artista e giardiniere <strong>Rodolfo Marasciuolo<\/strong>. Si tratta di una scultura in ferro che ritrae due lampioni stradali seduti su una panchina, stretti in un tenero abbraccio.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>La panchina con il gatto:<\/strong> Un&#8217;altra amatissima installazione dello stesso autore, che raffigura un gatto nero e un uomo distesi a leggere su una panchina di legno, integrandosi perfettamente nel paesaggio circostante.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"ext-animate--on\"><strong>Il Roseto:<\/strong> Una splendida area adiacente che conta circa 2.000 variet\u00e0 di rose, particolarmente spettacolare durante la fioritura primaverile.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Parco del Valentino nasce nel 1633 come giardino privato della vicina residenza sabauda. Nel corso dell&#8217;Ottocento si trasforma nel primo parco pubblico cittadino di Torino, diventando il cuore verde e il simbolo del tempo libero della citt\u00e0. 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